domenica 30 marzo 2025

giovedì 27 marzo 2025

La necessità di difendere Papa Francesco

L'abdicazione di Benedetto XVI, avvenuta nel 2013, ha rappresentato un evento epocale nella storia della Chiesa cattolica. Mai prima d'ora un Papa aveva rinunciato volontariamente al suo incarico nell'epoca moderna.
 
Il Pontificato di Papa Francesco è stato, fin dall'inizio un calvario. Mi vengono alla mente le parole del terzo mistero di Fatima. Il Vescovo vestito di binaco che cammina tra le macerie. Le macerie, di un modo secolarizzato, dove la fede non ha cittadinanza , in rovina anche a causa di quella ostilità di ampi settori della poltica che ma vedono il suo atteggiamento di unica voce di Pace in un mondo in guerra. 
 
I social media hanno amplificato questo fenomeno, fornendo una piattaforma per la diffusione di false informazioni e per la creazione di bolle di pensiero in cui i fedeli vengono indotti a credere in ipotesi eretiche.
 
La costante ripetizione di queste tesi porta alcune persone a mettere in discussione l'autorità di Papa Francesco, alimentando una frattura tra i credenti e il Magistero della Chiesa. Se da un lato la libertà di espressione è un valore fondamentale, dall'altro l'utilizzo dei social per seminare discordia e divisione nella Chiesa rappresenta un grave pericolo che non può essere sottovalutato.
 
In questo contesto, appare evidente la necessità di un intervento chiaro e deciso da parte del mondo cattolico per contrastare la diffusione di queste idee .
Il tempo del "trocare e sopire" credo che abbia raggiunto il suo limite . La Chiesa ha sempre combattuto le eresie con il discernimento e con l'insegnamento autorevole del Magistero. Anche oggi, di fronte a questa nuova forma di contestazione, è essenziale riaffermare con forza alcuni principi chiave:
 
Il Papa legittimo è uno solo: La rinuncia di Benedetto XVI è stata libera e valida, come egli stesso ha ribadito più volte. Il solo Pontefice regnante è Papa Francesco, e ogni tentativo di negare questa verità è una forma di ribellione all'ordine ecclesiale.
 
La Chiesa non può essere divisa: L'unità è una caratteristica essenziale della Chiesa. Ogni fedele ha il dovere di sostenere il Papa e il Magistero, evitando di alimentare polemiche e scismi che indeboliscono la comunità cristiana.
 
La disinformazione va contrastata: La diffusione di notizie false  deve essere affrontata con la verità. I pastori e i fedeli ben formati devono impegnarsi per diffondere la corretta dottrina e per smentire le falsità che circolano sui social.
 
La Chiesa deve quindi intervenire con decisione,. Occorre una pastorale chiara ed efficace che aiuti i fedeli a comprendere la verità e a non lasciarsi ingannare da narrazioni false e divisive. Soprattuto tra i più giovani che sono anche i più lontani dalla Chiesa ma i più vicini ai mezzi di comunicazione di massa. 
 
Inoltre, i cattolici che si sentono disorientati da queste teorie devono trovare nei loro pastori un punto di riferimento sicuro. È necessario che i sacerdoti, i vescovi e gli esperti di teologia intervengano con maggior forza per dissipare i dubbi e riaffermare la dottrina autentica della Chiesa.
 
Le omelie, i documenti ufficiali, gli incontri di formazione e anche una maggiore presenza sui social media da parte degli esperti possono aiutare a contrastare la disinformazione e a riportare la serenità tra i fedeli.
 
Difendere il Santo Padre e l'unità della Chiesa è un dovere di ogni cattolico. Soprattutto in un mondo dove i mezzi di comunicazione di tentano di screditare il lavoro della Chiesa . E' assurdo che ancora oggi vi sia una ostilità,  anche nel dialogo ecumenico ed inter- religioso. Che si definiscano gli Ortodossi con il termine di "eretici " ed i portestanti con quello di "scismatici" . 
 
Questa ostilità è più massaccia di quanto si creda. Non vi sono soltato settori del "tradizionalismo" dichiarato ma anche settori della poltica nazionale e, forse , anche internazionale, che ad esempio non gradiscono l'apertura alla Cina della Santa Sede (per altro iniziata proprio da Papa Benedetto XVI) , non gradiscono il dialogo inter religioso. Questo risponde alla necessità dello "scontro tra civilità" che serve per alimentare divisioni per ragioni non proprio spirituali ma di pura politica o geopoltica.
 
 
Per questo motivo, è fondamentale che i fedeli si uniscano nel sostegno al Papa e respingano con fermezza ogni tentativo di delegittimazione della sua autorità. La verità deve prevalere sulle menzogne, l'unità sulla divisione, la fede sulla paura. Solo così potremo continuare a essere testimoni credibili del Vangelo nel mondo contemporaneo, difendendo la Chiesa dagli attacchi interni ed esterni che cercano di indebolirla. La nostra fedeltà al Papa è un segno di fedeltà a  alla sua missione, e non dobbiamo mai dimenticarlo.
 
Papa Francesco , si pone in continuità con tutti i suoi predecessori. La più volte sollecitata ricerca, ad esempio di una data comune per la Pasqua (che si potrebbe realizzare seguendo il modello della chiesa cattolica di rito orientale e di molte chiese ortodosse) , ovvero il calendario giuliano per la Pasqua e quello gregoriano per il Natale è sinonmo di quel "camminare insieme" che la Chiesa ha sempre ricercato.
 
Marco Baratto
 

domenica 23 marzo 2025

Cerimonia di commemorazione presso il Cimitero Inglese di Bologna

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Cerimonia di commemorazione presso il Cimitero Inglese di Bologna
 
Bologna, 22 marzo – Alle ore 10:30 si è tenuta, presso il Cimitero Inglese di Bologna, una cerimonia di commemorazione in onore dei soldati alleati – inglesi, brasiliani, polacchi – e dei membri del Regio Esercito Italiano che parteciparono alla liberazione della città il 21 aprile 1945. 
 
L'evento, organizzato da Marco Baratto, membro della Royal British Legion, da anni impegnato nella valorizzazione della memoria storica della Seconda Guerra Mondiale e della Liberazione, ha visto la partecipazione di autorità locali, e di  cittadini desiderosi di rendere omaggio al sacrificio di questi giovani combattenti.
 
Questa iniziativa si inserisce in un più ampio programma di eventi che Marco Baratto porta avanti lungo il Nord Italia, volti a ricordare il ruolo fondamentale svolto dalle truppe alleate nella campagna d'Italia.
 
Bologna rappresentò uno degli obiettivi strategici principali della campagna d'Italia, finalizzata a liberare il Paese dall'occupazione tedesca e dal regime fascista. Dopo lo sbarco in Sicilia nel luglio 1943 e una lunga avanzata lungo la penisola, la primavera del 1945 segnò la fase decisiva dell'offensiva alleata. La V Armata statunitense e l'VIII Armata britannica, con il supporto di unità brasiliane, polacche e del Corpo Italiano di Liberazione, sferrarono l'attacco finale contro le forze nazifasciste ancora presenti nell'Italia settentrionale.
 
Tra i protagonisti di questa offensiva, la Força Expedicionária Brasileira (FEB), composta da circa 25.000 soldati, ebbe un ruolo cruciale nei combattimenti lungo la Linea Gotica, contribuendo alla conquista di Montese e di altri centri strategici. Il II Corpo d'Armata polacco, guidato dal generale Władysław Anders, si distinse nei duri combattimenti nell'Appennino tosco-emiliano, dimostrando straordinario coraggio e determinazione. Parallelamente, il Regio Esercito Italiano, composto dalle unità rimaste fedeli al governo legittimo dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, diede un contributo significativo alle operazioni militari e al supporto logistico.
 
Dopo la cerimonia al Cimitero Inglese, i partecipanti si sono trasferiti presso il cimitero polacco per onorare i soldati polacchi caduti in battaglia. La cerimonia ha visto la presenza del Vice Prefetto di Bologna e di rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri.
 
Marco Baratto, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana e rappresentante della Royal British Legion, ha sottolineato l'importanza di preservare la memoria storica e ha annunciato lo sviluppo di importanti accordi con associazioni polacche. "Ricordare il sacrificio di questi uomini è un dovere morale, un impegno che dobbiamo trasmettere alle future generazioni", ha dichiarato. A settembre, tornerà a Bologna per un'altra commemorazione di alto valore simbolico, rafforzando ulteriormente il legame tra le comunità italiane e quelle alleate.
 

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