Premessa
Il presente scritto non ha carattere teologico, non essendo io tale. E' il frutto di una personale riflessione, maturata per caso (????) una mattina dopo la recita delle Lodi.
Ortoprassi del segno della Croce
La mia riflessione parte dal segno della croce, come viene praticato nella tradizione ortodossa e greco cattolica come riporta il sito " https://www.piemontesacro.it/ecumenismo/perche_segno_croce.htm" . Nella "prassi della Chiesa ortodossa il segno della croce si fa tenendo tre dita della mano destra unite e le altre due libere: la mano tocca prima la fronte (nel nome del Padre), l'ombelico (del Figlio), al spalla destra (e del Santo) e la spalla sinistra (Spirito). Anche in Occidente c'era la consuetudine di segnarsi seguendo l'uso ortodosso e su questo disponiamo di due testimonianze: la prima è in un bassorilievo della cattedrale di Modena (secolo XII), la seconda è fornita da papa Innocenzo II, che nel De sacro altaris mysterio (lib. II, c. 45) dice: "Signum crucis tibus digitis exprimendum est, ita ut a superiori descendat in inferius et a dextra transeat ad sinistram". Nel mondo cattolico tale uso si perse poco a poco e al gesto delle tra dita riunite venne a sostituirsi la mano distesa, mentre senza una specifica ragione anche il movimento da sinistra a destra si è invertito, come gli stessi ortodossi facevano notare alla fine del secolo XIII. Questo progressivo cambiamento sembra sia partito dagli stessi fedeli per poi entrare definitivamente nella liturgia con la riforma di Pio V (sec XVI). Il papa è stato l'ultimo ad abbondonare il segno della croce tradizionale (almeno nella si posizione delle dita della mano), mantenendolo fino a qualche decennio fa nelle sue benedizioni pontificali".
Segno della Croce, Segno di Vita
Tutti sappiamo che per un cristiano, la croce, da strumento di morte è strumento della vita. Non possiamo dimenticare che la morte per croce, era riservata ai non cittadini, oggi potremmo dire a coloro che rappresentano lo "scarto della società", perché più crudele. Mentre i cittadini romani potevano avere una morte più rapida e meno lunga come la decapitazione.
Adesso arrivo alla mia ispirazione. La croce è segno di vita , perché è la manifestazione della luce . Come sappiamo la mano tocca prima la fronte. Tocca il Nord . Nelle meridiane , è il punto che non esiste, il punto delle tenebre, della notte .
Il punto dello Zenit astronomico . La parola deriva dalla lingua araba Il samt al-ra's /-ru'ūs ('via o direzione della testa / delle teste'). In effetti è la testa, un luogo che per gli antichi non aveva funzione, essendo il cuore il centro della memoria . Ma, la testa è anche il simbolo del nostro attaccamento alle cose del mondo , alle cose razionali, alle cose che passano. È il luogo dove sono posizionati gli occhi che spesso rimangono cechi difronte alla Verità, come ci dice Giovanni 9.39 "
« Io non sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi » . Della cecità non fisica ma spirituale.
« Io non sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi » . Della cecità non fisica ma spirituale.
E proprio partendo dalla cecità, dalle tenebre della ragione, il segno di croce, ci porta all'obelico, al nadir parola che deriva dall'espressione araba nazìr al-samt che significa "corrispondente dello zenit" (cioè della "direzione opposta [della testa] .
Dalle tenebre della ragione fine a se stessa, per mezzo del Figlio, giungiamo alla luce, alla fede che, in quanto tale , non è razionale o meglio non esclude la razionalità essendo intimamente legata ad essa .
Come diceva San Giovanni Paolo II " La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità. È Dio ad aver posto nel cuore dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso (cfr Es 33, 18; Sal 27, 8-9; 63, 2-3; Gv 14, 8; 1 Gv 3, 2). " ( Cfr LETTERA ENCICLICA FIDES ET RATIO) .
Dalla ragione, dal buoi della ragione fine a se stessa raggiungiamo la Verità (il Figlio) attraverso la Fede.
Successivamente, sempre usato il modo orientale di fare il segno della croce, dalla spalla destra giungiamo a quella sinistra. Se prendiamo il modello dei punti cardinali dall'Est, Oriente, giunge la luce (anche fisica del nuovo sole) che rischiara l'Occidente immerso nelle tenebre. Come avveniva nel vecchio rito, ma avviene ancora oggi nell'ortodossia e nell'islam, il celebrante era rivolto ad Est , da dove proviene la luce
Come ricorda San Giustino martire nel II secolo: "Poiché la parola della sua verità e sapienza è più ardente e più luminosa dei raggi del sole, e sprofonda nel profondo del cuore e della mente. Perciò anche la Scrittura dice: 'Il suo nome sorgerà al di sopra del sole'. E ancora Zaccaria dice: 'Il suo nome è l'Oriente'. Il sole sta sorgendo, le preghiere sono fatte verso l'alba in Oriente" Turning Towards the Lord di Uwe Michael Lang, pubblicato nel 2004 da Ignatius Press e introdotto con una Prefazione di Joseph Ratzinger
Conclusione
Questo non è un trattato di teologia è solo una riflessione sulla quale ho lavorato ed offro , con cuore sincero a lettore
Marco Baratto
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