Il Codice di Diritto Canonico, al Canone 221, paragrafo 2 stabilisce che : " I fedeli sono liberi di manifestare ai Pastori della Chiesa le proprie necessità, soprattutto spirituali, e i propri desideri". Avvelendomi di questa facoltà chiedo , al Vescovo di Roma, in qualità di Romano Ponteficie , di emettere un decreto di scomunica per coloro che con il voto , gli scritti o il commercio possono faciliare le guerre. Incorrebbe nella scomunica coloro che commerciano in armi, votano per gli armamenti, scrivono sostenendo la guerra .
Si potrebbe dire che la scomunica è una cosa del passato. No non è del passato, essa è una sanzione prevista dalla Chiesa . Che una scomunica oggi non serve a nulla. Forse, ma intanto si darebbe un segnale forte.
Un segnale chiaro . Per questo, con umiltà e filiale devozione mi rivolgo al Santo Padre per una condanna , per la scomunica dei commercianti d'armi, per i politici che sostengono il riarmo, per gli intellettuali con l'elmetto che sostengono le ragioni della guerra.
Come diceva il Venerbile Pio XII "tutto è perduto con la guerra , nulla con la Pace".
Marco Baratto
Nessun commento:
Posta un commento